Sberleffi e Società

   Per comprendere lo spirito del presente elaborato, basta rifarsi alle Note introduttive di “Sta fede in cocci”, dalla cui versione originaria pubblicata nel 1984 sono qui state estrapolate le tematiche politiche, sportive ed umane.

    L'operazione è stata compiuta, per raccogliere in corpi logici separati i vari temi trattati; una omogeneità peraltro relativa in questo “Sberleffi e socetà”, stante la variabilità degli argomenti via via affrontati, quando di natura sportiva, quando comportamentale ('N incontro felice e fortunato!…, Er furto de la mancia a l'ospedale, Dio me l'ha data…) o descrittiva (La neve, Li tramonti), d'esortazione o monito a fare o a non fare (Er fanello spippatore), sociale (Er Femminismo, Er Vecchio e la solitudine) e così via in una variabilità di interpretazioni volte a fissare nei pochi versi di un sonetto stati d'animo modi di vivere talvolta tutt'altro che sani.

  Tutta una serie di sonetti, ispirati all'autore dal suo amore per la minuta osservazione di quanto ci circonda e dal suo amore per il vernacolo della propria infanzia (e dei propri avi), che lo porta a ricordare anche i piccoli dettagli d'una Roma che ormai non è più.

   La tematica politica viene osservata in modo ove irato ove sconfortato, sulla scia di tante malefatte politiche.

  La satira e i relativi sottintesi ne sono ovviamente il filo conduttore, quasi a voler sgravare l'animo dell'autore, e possibilmente dei Lettori, da tante ignominie pubbliche compiute nel nome del Popolo… sovrano.

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